Studi negli USA
Un
bambino che impara cosa sia la violenza contro le creature viventi
è più predisposto a stuprare,
abusare ed uccidere altri esseri umani quando sarà adulto.
Kellert e Felthous, psicologi
Cronologia di alcune importanti ricerche
sulla crudeltà su animali e la violenza interpersonale
1966 - Hellman e Blackman hanno stabilito che la crudeltà
nei confronti degli animali, assieme alla piromania e all'enuresi
notturna è parte della cosiddetta "triade omicida",
una triade di comportamenti la cui presenza nell'infanzia può
essere predittiva di comportamento criminale in adolescenza o
età adulta.
1971- Tapia descrive in modo dettagliato le storie di diciotto
bambini a cui si fa riferimento per una valutazione clinica in
parte sulla crudeltà su animali da compagnia. Questi bambini
delletà dai 5 ai 15 anni, erano stati protagonisti
di episodi di crudeltà a vario livello nei confronti di
animali domestici, dallevamento, da cortile e selvatici.
1977 - Rigdon e Tapia. In uno studio successivo al precedente
su tali bambini divenuti adolescenti, riportarono che dei tredici
bambini che poterono essere realmente riabilitati il 62% manifestava
ancora un comportamento di abuso verso gli animali, (fra cui un
38% si rese partecipe di trattamenti definibili crudeli). In questo
studio i ricercatori forniscono la prima descrizione chiara del
fenomeno ed il primo studio sistematico su bambini che hanno compiuto
atti di crudeltà sugli animali. Studio che definisce il
tipico abusatore di animali come maschio, di intelligenza media,
con una storia precoce di comportamento antisociale ed una storia
infantile che con alte probabilità contempla esperienze
di grave trascuratezza, brutalità, rifiuto e ostilità.
1979 Leonore WalKer specializzata nel trattamento psicologico
delle vittime di abusi sessuali, condusse uno studio rilevando
che il 41% delle vittime intervistate erano state costrette a
prendere parte ad atti sessuali che coinvolgevano animali.
1980 - Felthous ha studiato due gruppi di pazienti psichiatrici
maschi, uno con una storia di aggressione, l'altro con storia
di crudeltà verso gli animali. Il secondo gruppo aveva
una probabilità significativamente più elevata di
aver avuto un padre alcolista, di aver provocato incendi distruttivi,
di aver manifestato episodi di enuresi dopo i cinque anni e di
essere stato separato dal padre. La crudeltà si dimostrò
più severa verso i gatti che verso i cani.
1983 - Deviney, Dickert e Lockwood hanno studiato 53 famiglie
nel New Jersey che agivano violenza domestica, rilevando che il
60% di esse riportava che anche gli animali domestici erano stati
vittime di abusi o trascuratezza.
1983 - Lewis, Shanok, Grant e Rivo studiarono cinquantuno ragazzi
sotto sorveglianza di età compresa fra gli otto e i dodici
anni. In 21 di loro fu riconosciuta una aggressività omicida
in 30 no. La prevalenza dei dati riportati sulla crudeltà
verso gli animali nei due gruppi fu rispettivamente del 14% e
del 3%.
1985 - Kellert e Felthous hanno studiato la relazione tra crudeltà
nei confronti degli animali e la tendenza all'aggressione in criminali
in carcere e non-criminali. La percentuale di pratiche di abusi
su animali è risultata significativamente più elevata
tra i criminali (25% sostanzialmente crudeli rispetto
allo 0%).
1986 - Tingle, Barnard, Robbins, Newman e Hutchinson trovarono
che nel loro campione di 64 uomini, il 48% di violentatori in
carcere e il 30% di molestatori di bambini ammisero di essere
stati protagonisti di atti di crudeltà nei confronti degli
animali durante linfanzia e ladolescenza.
1988 - Ressler, Burgess e Douglas in una ricerca retrospettiva
con campioni più selezionati di adulti (28 carcerati e
non carcerati) perpetratori di omicidi sessuali evidenziarono
che la prevalenza di crudeltà verso gli animali era del
36% nellinfanzia e del 46% nelladolescenza.
1991 - Hickey in studi condotti su assassini ha rilevato che in
alcuni casi venivano uccisi animali per rivivere l'esperienza
di uccidere esseri umani.
1991 - Adele Harrel e Barbara Smith in uno studio condotto su
355 vittime di violenza domestica rilevarono che il 20% dei violentatori
avevano fatto del male o minacciato gli animali delle loro partenr
per pura rappresaglia, dopo che la vittima aveva avanzato la richiesta
di un programma di protezione.
1993 - Centro per la prevenzione della violenza domestica di Colorado
Springs condusse una ricerca rilevando che il 24% di un totale
di 122 donne che avevano richiesto un programma di protezione
e l11% delle 1175 che avevano richiesto lattuazione
di misure preventive contro i partners abusatori, avevano denunciato
abusi su animali da parte degli stessi soggetti violenti.
1995 - Frank Ascione condusse uno studio su un campione di 38
donne che avevano richiesto protezione. Rilevò che il 57%
delle donne che cercavano protezione aveva denunciato contestualmente
l'uccisione senza mezzi termini del loro animale domestico,
e alcune di queste ritardavano l'abbandono del loro partner violento
a causa della grande preoccupazione rivolta ai loro animali.
1996 - Hellman e Backlan. La loro analisi della vita di 84 carcerati
ha mostrato che il 75% di questi criminali violenti aveva casi
precedenti di maltrattamenti sugli animali.
1997- Edleson. Sia gli studi del 1995 che quelli del 1997 hanno
rilevato che i bambini cresciuti in case in cui veniva praticata
violenza domestica erano a rischio di disturbi psicologici. Fra
i sintomi di questi disturbi vi era la crudeltà verso gli
animali.
1997- Massachusetts Society for the Prevention of Cruelty to Animals
e Northwestern University. Hanno esaminato le fedine penali di
153 abusatori di animali e di 153 non-abusatori su un periodo
di vent'anni rilevando che chi compie abusi su animali ha una
probabilità cinque volte maggiore di commettere crimini
violenti di ogni genere rispetto ai non-abusatori.
1998- Frank Ascione. Studiò i casi di 101 donne che cercarono
rifugio in case per donne maltrattate rilevando che il 74% di
esse riportò di aver avuto un animale domestico ucciso,
il 71% dichiarò che i loro parteners avevano minacciato
o fatto del male ai loro animali, il 54% che li avevano uccisi
e il 25% che aveva rimandato labbandono del partner per
paura di ritorsioni sui propri animali.
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