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Forze
dell'ordine
"L'Associazione Internazionali dei Capi della Polizia (Chiefs
of Police) ha dichiarato che gli assistenti sociali e le forze
dell'ordine hanno iniziato a considerare la crudeltà sugli
animali come un serio problema correlato alla violenza domestica,
all'abuso di minori, all'abuso di anziani, e altri crimini violenti.
E questo può essere uno dei mezzi per rompere il ciclo
di violenza domestica che si tramanda da una generazione a un'altra."
Humane Society of United States

Raramente le Forze dell'Ordine si occupano di animali perchè, la maggior parte delle volte, i casi di maltrattamento su animali non vengono denunciati e anche quando vengono denunciati, sono spesso considerati crimini minori o di secondo piano per i quali non si riesce o non si considera importante indagare.
Non esistendo ancora quella casistica che questo progetto vuole creare, non è possibile escludere la presenza degli stessi collegamenti statunitensi tra crudeltà su su animali e violenza interpersonale anche in Italia.
Le Forze dell'Ordine di altri paesi possono utilizzare strumenti di indagine aggiuntivi derivati dall’analisi sessantennale dei crimini su animali.
Ad esempio hanno ben chiaro il fatto che i carnefici talvolta minacciano di fare del male a un animale da compagnia per indurre la donna a restare, o come un mezzo per punire la vittima che ne sta andando, o come metodo coercitivo per farla tornare a casa. Un violentatore può minacciare di fare del male all’animale, o può fargli direttamente del male per poi ammonire la vittima di essere la prossima della lista.
L’abuso ai danni degli animali può essere un indicatore del fatto che la vittima rischia di trovarsi in una situazione letale. Un’azione ai danni di un animale da compagnia perpetrata dal soggetto violento può essere un chiaro segno di ciò che può capitare alla vittima. Se il violentatore, di fatto, arriva a uccidere l’animale, tale crimine può rivelare l’intenzione di infliggere delle ferite molto serie – se non letali – alla sua vittima umana designata.

Alcuni esempi pratici:
Polizia di Chicago, USA:
- il 35% delle indagini per maltrattamento di animali hanno portato alla scoperta di droga e/o armi;
- l'82% degli arrestati per maltrattamento avevano precedenti per possesso di droga e/o armi;
- il 23% sono stati arrestati anche successivamente per reati penali.
Polizia del Massachusetts, USA:
- il 70%dei maltrattatori di animali sono stati condannati anche per crimini violenti o possesso di droga.
Polizia di Sidney, Australia:
- Dichiarazione: il maltrattamento di animali è un migliore indice di previsione di violenze sessuali rispetto a precedenti di omicidio, piromania o reati effettuati con armi.
- Il 100% degli omicidi a sfondo sessuale hanno avuto precedenti di maltrattamento su animali.
- Dichiarazione: prevenzione e/o condanna di omicidi, violentatori di donne e bambini, piromani beneficiano enormemente dall'avere informazioni su precedenti di violenza su animali.
Polizia di Winnipeg, Canada:
Il 70% delle persone incriminate per maltrattamento su animali hanno anche avuto successive condanne per comportamenti violenti - compreso l'omicidio.
Strumenti già disponibili per le Forze dell'Ordine
1) In the Line of Duty (http://www.lineofduty.com) produce video di addestramento specifici:
- “Abuso su Animali: Perchè i poliziotti possono e devono fermarlo."
- "Pit Bull e combattimento tra cani”
- “Cosa i cani cercano di dire ai poliziotti”
2) La Chicago Crime Commission (http://www.chicagocrimecommission.org) ha preparato il programma "Ridurre la violenza su animali, Ridurre tutta la violenza".
3) Il Dipartimento di Polizia di Boston ha preparato il programma LINK UP
4) Il Dipartimento di Polizia di Colorado Springs ha preparato il programma DVERT –
Domestic Violence Enhanced Response Team (http://www.dvert.org)
Bibliografia specifica per forze dell’ordine e criminologi
Agnew, R. (1998). The causes of animal abuse: A social-psychological analysis. Journal of Theoretical Criminology 2(2),1998, 177-209.
Beirne, P. (2004). From animal abuse to interhuman violence? A critical review of the progression thesis. Society & Animals 12(1), 39-65.
Beirne, P. (1995). The use and abuse of animals in criminology: A brief history and current review. Social Justice 22, 5-31.
Dadds, M. R., Turner, C. & Mcaloon, J. (2002). Developmental links between cruelty to animals and human violence. Australian and New Zealand Journal of Criminology 35, 363-382.
Kellert, S. R. & Felthous, A. R. (1985). Childhood cruelty toward animals among criminals and noncriminals. Human Relations, 38, 1113-1129.
*Merz-Perez, L. & Heide, K. M. (2004). Animal Cruelty: Pathway to Violence Against People. Walnut Creek, CA: AltaMira Press.
Merz-Perez, L., Heide, K. M., & Silverman, I.J. (2001). Childhood cruelty to animals and subsequent violence against humans. International Journal of Offender Therapy and Comparative Criminology, 45(5), 556-572.
Vollum, S, Buffington-Vollum, J. & Longmire, D.R. (2004). Moral disengagement and attitudes about violence toward nonhuman animals. Society & Animals 12(3), 209-235.
Widom, C. S. (1989). The cycle of violence. Science 244,160-166.
Widom, C. S. (1989). Does violence beget violence? A critical examination of the literature.Psychological Bulletin, 106(1), 3-28.
Wright, J. & Hensley, C. (2003). From animal cruelty to serial murder: Applying the graduation hypothesis. International Journal of Offender Therapy and Comparative Criminology 47(1), 71-88.
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