LINK

Correlazione tra maltrattamento e/o uccisione di animali

violenza domestica su donne e minori, stalking, atti intimidatori.

 

Le Forze di Polizia italiane sanno già che per prevenire e contrastare la violenza su donne e minori è fondamentale individuarne tempestivamente gli indicatori predittivi. In questo momento storico il salto evolutivo è contemplare il maltrattamento di animali fra gli indicatori predittivi più efficaci

Roberta Prandini Ispettore Capo presso la Polizia Municipale di Modena

 

Di Francesca Sorcinelli

ARTICOLO SCITTO PER ANIMAL LAW

 

1 ottobre 2016 – LINK nel linguaggio comune inglese significa legame mentre in discipline quali psicologia, psichiatria, criminologia, scienze investigative, anglosassoni si connota come termine tecnico che sta ad indicare la stretta correlazione esistente fra maltrattamento e/o uccisione di animali e ogni altro comportamento violento, antisociale e criminale – omicidio, stupro, stalking, violenza domestica, rapina, spaccio, furto, truffa, manipolazione mentale, ecc.

 

Il 5 novembre 2000 nel New York Daily News è apparso un articolo in cui veniva riportato che 35 newyorkesi, mai stati denunciati per aver picchiato le proprie partner, erano in prigione o in terapia per aver maltrattato il proprio animale domestico. Un arresto reso possibile grazie alla partnership che i procuratori distrettuali di Brooklyn e Staten Island hanno creato con l’Unità di Supervisione Famigliare della American Society for the Prevention of Cruelty to Animal per lo sviluppo di un programma Anti-Violenze che dal 1998 informa gli Enti Cittadini sul collegamento (LINK) esistente fra maltrattamenti di animali e violenza interpersonale sopratutto su donne e minori.

 

Particolarmente esplicativa in tal senso fu la dichiarazione dell’allora Vice Procuratore Distrettuale Carol Moral “Una persona che tortura o uccide un animale è spesso violenta anche nei confronti delle persone. Ne consegue che le condanne per maltrattamenti agli animali permettono di mettere i soggetti che compiono abusi sulle persone in prigione o in terapia”.

 

Del resto il maltrattamento fisico di animali viene spesso utilizzato come strumento di violenza psicologica sulle persone per creare un clima di controllo e potere da parte del carnefice sulla propria vittima umana. Questo è il caso di violenze domestiche su donne, minori, familiari, atti persecutori, stalking, ritorsioni, intimidazioni malavitose.

 

Per quanto riguarda LINK nella violenza domestica e nello stalking, spesso i partner abusatori minacciano di aggredire un animale da compagnia per indurre la donna a restare, per punire la vittima che se ne sta andando o come metodo coercitivo per farla tornare a casa.

Un partner violento può anche minacciare di ferire o uccidere l’animale o fargli direttamente del male, per poi ammonire la vittima umana prospettandole di essere la prossima della lista. Non a caso le donne vittime di violenza domestica con a carico animali solitamente non se ne vanno di casa o rallentano pericolosamente la fuga, per non lasciare il proprio pet in balia del partner abusatore. A tal proposito il dato americano parla di un fenomeno che si verifica fra il 25% e il 50 % dei casi, il dato italiano rileva che ciò accade nel 65% dei casi.

 

Tale dinamica impedisce ai servizi sociali, associazioni antiviolenza, forze dell’ordine di intervenire in modo tempestivo ed efficace per salvare la vita delle vittime umane (donne e minori) coinvolti nella violenza. In questi casi l’unico modo per convincere le donne a lasciare il proprio pet è saperlo sicuro in un Rifugio per animali o portarselo con sé in un Rifugio che accoglie entrambe le tipologie di vittime umane e animali.

 

D’altronde lasciare gli animali in casa con il partner abusatore costituisce una grave predisposizione vittimogena per l’animale e la donna stessa, in quanto fra gli ambiti privilegiati in cui viene messa in atto la crudeltà su animali vi sono la vendetta, gli atti persecutori e lo stalking. I dati scientifici in tal senso rendono le paure delle donne per i propri animali più che legittime, probabili e statisticamente attestate. In tali ambiti infatti anche partner che fino alla rottura della relazione di coppia non agiscono crudeltà su animali penalmente o particolarmente rilevanti, spesso vanno in escalation arrivando alla tortura o uccisione dell’animale per ripicca, vendetta, persecuzione nei confronti della ex compagna.

 

Il maltrattamento di animali nella violenza domestica e nello stalking concorrere inoltre in modo incisivo al fenomeno conosciuto come “Sindrome della donna picchiata” contesto in cui le “falle” del sistema socio-istituzionale inducono la vittima umana ad uccidere il carnefice come atto estremo di legittima difesa.

 

In tal senso in qualità di primo esempio e precedente nel nostro paese, un grosso obiettivo raggiunto a novembre 2015 da LINK-ITALIA (APS) è stata la sottoscrizione del Protocollo d’Intesa LINK che attualmente implica una stretta partnership fra:

  • I Comuni del modenese di Maranello, Formigine, Sassuolo.
  • L’Ordine dei Veterinari di Modena
  • Il Comando Provinciale di Modena del Corpo Forestale dello Stato
  • L’Associazione LINK-ITALIA (APS)

Tale sottoscrizione ha implicato l’istituzione del primo Tavolo Tecnico Muntidisciplinare sul trattamento dei Casi Link a cui partecipano i Referenti Link:

  • delle Polizie Municipale dei Comuni di Maranello, Formigine, Sassuolo;
  • dell’Ordine dei Veterinari di Modena;
  • degli Uffici Diritti Animali e Ambiente dei Comuni di Maranello, Formigine, Sassuolo;
  • del Comando Provinciale di Modena del Corpo Forestale dello Stato;
  • del Nucleo Investigatico per i Reati in Danno agli Animali (N.I.R.D.A.) del C.F.S.;
  • di LINK-ITALIA (APS).

 

La sottoscrizione del Protocollo d’Intesa LINK, per le realtà che vi aderiscono, è orgoglioso esempio di un Italia che sente la necessità di distinguersi in quanto avanguardia nella prevenzione, contrasto e trattamento di ogni forma di violenza su animali come atto dovuto di per sè e potente indicatore di pericolosità sociale su donne e minori, contrapponendosi fermamente all’ancor diffusa, retrograda e socialmente pericolosa mentalità del “tanto sono solo animali”.