MINORI CHE MALTRATTANO ANIMALI

CONDOTTA SINTOMO DI PREGIUDIZIO SU MINORE E PERICOLOSITA’ SOCIALE

 

Di Francesca Sorcinelli

2 giugno 2020

 

Nella letteratura scientifica internazionale il maltrattamento e/o uccisione di animali, in termini statisticamente rilevanti, sono condotte riconosciute essere Specifici Indicatori di Pericolosità Sociale e Sintomi di una Situazione Esistenziale Patogena in chi commette il maltrattamento. Soprattutto se condotto da minori tale condotta deve essere interpretata come sintomo di una potenziale situazione familiare o ambientale caratterizzata da abusi fisici e/o psicologici.

 

Su un campione di 682 detenuti, la prima indagine scientifica retrospettiva condotta nel nostro paese da LINK-ITALIA (APS) e Corpo Forestale dello Stato, in collaborazione con il Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria, ha evidenziato che l’89% ha assistito e/o maltrattato e/o ucciso animali da minorenne. Tra le motivazioni addotte il 41% dei detenuti ha dichiarato di aver maltrattato e/o ucciso animali da minorenne per sfogare la propria rabbia e frustrazione verso l’ambiente famigliare violento, abusante, negligente, mentre il 29% ha dichiarato di averlo fatto come senso di rivalsa verso vissuti alienanti esistenziali quali ad esempio solitudine, senso di vuoto, impotenza e percepita ostilità da parte del prossimo.

Dallo studio emerge in particolare una variabile che evidenzia come il maltrattamento di animali, agito a qualsiasi età, sia una condotta che non regredisce spontaneamente tendendo a variare nel tempo tramite una escalation. Quest’ultima può implicare una sempre maggiore espertizzazione sugli animali (il 64% li maltrattata anche da adulto) parallelamente allo sviluppo di altre tipologie di condotte antisociali e/o criminali (omicidi, stupri, atti persecutori, intimidazioni di stampo malavitoso, crimini predatori, crimini rituali ecc.).

 

In particolare il maltrattamento di animali da minorenni non si estingue con la maturità.

 

In altre parole relativamente al soggetto violento il focus non è l’atto in sé ma la combinazione di quell’atto con la qualità della risposta ambientale.

 

Se la qualità della risposta ambientale (agenzie educative, istituzioni giudiziarie, società civile) sarà competente, quindi in grado di interpretare scientificamente la crudeltà su animali come atto da condannare di per sé (aumento delle pene), sintomo di una situazione esistenziale patogena (specifico indicatore di pregiudizio su minore), fenomeno predittivo di contemporanee e/o future altre condotte antisociali o criminali (specifico indicatore di pericolosità sociale), la condotta violenta potrà essere trattata in modo da regredire, estinguersi o comunque essere efficacemente contenuta.

Se la qualità della risposta ambientale sarà incompetente banalizzando, ridicolizzando, negando, rimuovendo, giustificando, normalizzando, la condotta violenta su animali riceverà un rinforzo e andrà in escalation (vandalismo, piromania, aggressioni alle persone, borseggi, estorsioni, rapina a mano armata, rapimento, violenza sessuale, assalto omicidio).

Non esiste la neutralità! O la risposta ambientale costituisce un fattore protettivo o una concausa dell’escalation rendendo responsabili i protagonisti  (agenzie educative, istituzioni, società civile) di collusione con gli ulteriori esiti devianti, antisociali e/o criminali del maltrattamento e/o uccisione di animali.

 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.) definisce la violenza come uno dei maggiori problemi di salute pubblica a livello mondiale ed in particolare la violenza interpersonale viene evidenziata come fenomeno in crescente ascesa in tutto il mondo.

Come risposta ai richiami dell’O.M.S. sulla necessità di una attività di sensibilizzazione sempre più innovativa, capillare e multidisciplinare nello sviluppo e messa in atto di programmi atti a prevenire la violenza e a mitigarne gli effetti, e promuovendo uno specifico coinvolgimento intersettoriale, LINK-ITALIA (APS) si batte dal 2006, nella società e nei tribunali, per contrastare la dominante retrograda e socialmente pericolosa mentalità del << tanto sono solo animali>>.

Del resto ignorare la gravità del maltrattamento di animali come atto da condannare di per sé, specifico indicatore di pericolosità sociale e parte integrante di altri crimini, significa socialmente ignorare un bomba ad orologeria”.

 

Bibliografia:

https://www.link-italia.net/wp-content/uploads/2016/05/Scarica-in-PDF-il-REPORT-DICEMBRE-2016.pdf

 

https://www.link-italia.net/wp-content/uploads/2019/07/Linee-guida-generiche-LINKIVPDF-2.pdf